Chiesa, partito e masse nella crisi polacca

Chiesa, partito e masse nella crisi polacca
  • Anno: 1988
  • Autore: Antonio Moscato
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 296


€ 10,00

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Una profonda instabilità, l'incapacità del regime di nascondere la fragilità della sua base sociale (tenuta insieme con il ricorso - a volte - allo sciovinismo e persino all'antisemitismo), la tenace resistenza di un'opposizione politica che affonda le sue radici nelle speranze suscitate dal «disgelo» del 1956 e dalla loro rapida delusione, una Chiesa cattolica che ha raggiunto negli ultimi anni una forza che non aveva mai avuto nella Polonia del passato (e che al tempo stesso non riesce a controllare il movimento di opposizione che pretende di rappresentare): questi gli dementi essenziali della crisi polacca, riemersi alla superficie anche nel novembre 1987, con il clamoroso insuccesso del referendum proposto da Jaruzelski e sostenuto dalla gerarchia cattolica. 

Una partita a tre, insomma, in cui burocrazia, episcopato e Solidarnosc si scontrano o si alleano a partire da logiche e dinamiche differenti. 

Il libro ricerca le cause dell'anomalia polacca nella storia: nei rapporti russo-polacchi, nella tragedia del movimento comunista tra le due guerre, nelle vicende della Chiesa cattolica (anche attraverso un confronto con la realtà ungherese). Al tempo stesso il «caso polacco» viene esaminato nel quadro di una visione d'insieme, che affronta la crisi del sistema staliniano negli ultimi trent'anni senza negare le particolarità nazionali, ma senza sottovalutare gli elementi che consentono una generalizzazione. 

La ricostruzione del contesto internazionale affronta temi di bruciante attualità: dal ruolo di Togliatti, segretario del Comintern al momento dello scioglimento del partito comunista polacco nel 1938, alle ragioni della diffusione di un «antisemitismo di regime» che in Polonia diviene particolarmente violento, ma è presente nella stessa Unione Sovietica degli ultimi anni di Stalin. La postfazione (Polonia e URSS negli anni Ottanta) consente una prima riflessione sulla stessa prospettiva aperta dal rinnovamento di Gorbaciov, di cui Jaruzelski è il principale sostenitore nei paesi dell'Est.

Autori

Lacaita Editore