Forze Politiche, gruppi sociali e classe dirigente in Basilicata

Forze Politiche, gruppi sociali e classe dirigente in Basilicata

tra Otto e Novecento

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  • Anno: 1997
  • Autore: Domenico Sacco
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 172


€ 8,00

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In questo libro l'autore si propone di iniziare una prima ricerca che riguarda le forze politiche su un campione del Mezzogiorno continentale come la Basilicata. 

Il lavoro si propone infatti complessivamente di evidenziare la "novità" rappresentata dalla formazione e dal consolidamento del movimento socialista, rispetto alle tradizionali consorterie liberali, in un arco di tempo che partendo dall'Unità arriva fino all'inizio della formazione di un'embrionale società di massa, nel primo dopoguerra. Nel momento storico considerato, l'età liberale e il primo avvento del fascismo, il sistema politico in Basilicata rivela significative differenze, da zona a zona, nella capacità di assorbire nuove forme di partecipazione, denotando il suo differente grado di elasticità/rigidità. 

La scelta dell'autore è quella di non rimanere attestato nè sul versante della pura storia politico-ideologica, nè su quello della pura storia sociale, preferendo far interagire i due approcci in un quadro unitario. La mobilitazione sociale viene presentata così come uno di quei problemi, e insieme di mutamenti, che creano molte delle precondizioni per la partecipazione politica. Questo difficile, spesso lungo e altrettanto faticoso e conflittuale processo di democratizzazione, che si avvia in Basilicata tra Ottocento e Novecento, con il contributo rilevante del movimento socialista, è caratterizzato e altresì plasmato da un'interazione significativa fra la dinamica della sfera politica e la dinamica della sfera socio-economica. 

Tenendo presente l'ambiguità del quadro generale del "caso italiano", dove in età liberale manca un moderno partito della borghesia e tutto ciò agevola il trasformismo, vengono delineati i problemi incontrati sulla via della modernizzazione politico-istituzionale dalle forze liberal-democratiche. l rapporti tra élite, istituzioni, "interessi" e società locali appaiono complessi e destinati a sviluppi ben poco lineari sulla via di una supposta modernizzazione.

In ogni caso, a cavallo fra XIX e XX secolo, mutavano anche nel Mezzogiorno tradizionali assetti del mondo politico, gerarchie di potere, gruppi e figure sociali. Nel mondo liberale e nella classe dirigente, i vecchi proprietari terrieri, che avevano costituito il nerbo della rappresentanza meridionale nel parlamento uscivano progressivamente di scena. Emerge inoltre, nel rapporto tra il movimento socialista, i quadri ambientali e l'ambiente sociale circostante, la difficoltà di diffusione della propaganda socialista, "ostacolata" dalle stesse condizioni sociali in alcune zone delle campagne: malaria, analfabetismo, emigrazione. Questa iniziativa segnò però l'avvio di un processo di politicizzazione in alcune zone delle campagne. La vicenda del Partito socialista si presenta così come contributo importante alla costruzione, pur tra varie difficoltà, dello Stato e alla "modernizzazione" di un'area del Mezzogiorno continentale.

Autori

Lacaita Editore