Gli Stati Uniti e il Medio Oriente

Gli Stati Uniti e il Medio Oriente
  • A cura di: Antonio Donno
  • Anno: 1992
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 144


€ 8,00

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Alla fine della seconda guerra mondiale Stati Uniti ed Unione Sovietica cominciarono a definire una loro politica verso il Medio Oriente. In particolare, gli Stati Uniti si trovarono alle prese con una delle questioni più spinose dell'agenda internazionale: la questione ebraica. I contrasti all'interno dell'amministrazione americana furono assai accesi, le pressioni del movimento sionista e dell'ebraismo americano molto insistenti e lo stesso Truman, favorevole alle rivendicazioni del sionismo, fu oggetto di aspre critiche da parte di alcuni suoi collaboratori. 

La nascita di Israele, nel maggio del 1948, grazie all'appoggio determinante di Truman, condizionò non poco le successive relazioni israelo-americane e la stessa politica degli Stati Uniti verso il Medio Oriente per tutto il dopoguerra. Una parte consistente dell'amministrazione, ed in particolare il Dipartimento di Stato, considerò la nascita di Israele un'iniziativa politica azzardata e controproducente, che avrebbe impedito agli Stati Uniti di coltivare buone relazioni con i paesi arabi della regione e, conseguentemente, permesso all'Unione Sovietica di installarsi nel Medio Oriente in qualità di protettore dei paesi arabi contro l'«imperialismo americano». Viceversa, Truman e Clifford ritenevano che la presenza di un fidato alleato come Israele nella regione avrebbe favorito la politica americana nel Medio Oriente negli anni più difficili della guerra fredda. 

Gli anni '50, tuttavia, dimostrarono che l'instabilità del Medio Oriente non poteva essere ricondotta semplicemente al conflitto arabo-israeliano. Accanto ad esso giocavano un ruolo determinante altri fattori: l'eredità del colonialismo europeo ed il profondo sospetto del mondo arabo verso l'Occidente, le rivalità tra gli Stati arabi che si alimentavano del mito panarabo dell'Umma, la precarietà di molti regimi arabi, le pressioni costanti delle due superpotenze indirizzate alla costruzione di sistemi di alleanze. 

L'amministrazione repubblicana di Eisenhower e John Foster Dulles tentò di ridisegnare la politica mediorientale degli Stati Uniti sforzandosi di coinvolgere i paesi arabi della regione in sistemi di alleanza antisovietici e, nel contempo, raffreddando i rapporti con Israele. Ma l'ossessione anticomunista dei dirigenti repubblicani, incapace di cogliere il reale significato del nazionalismo arabo e del suo antioccidentalismo e sospettoso delle tendenze neutraliste emergenti in alcuni contesti arabi, portò la politica mediorientale degli Stati Uniti verso il fallimento. La vicenda di Suez deve essere letta anche in questa luce. Alla fine del decennio la politica di Eisenhower e di Dulles verso il Medio Oriente poteva considerarsi conclusa senza aver raggiunto alcuno dei risultati vagheggiati. Nell'ultimo scorcio del suo secondo mandato Eisenhower fu indotto dal fallimento della politica mediorientale perseguita a riconsiderare il ruolo di Israele come punta avanzata del blocco occidentale nel Mediterraneo orientale. 

Autori

Lacaita Editore