L'URSS e i teorici del capitalismo di stato

L'URSS e i teorici del capitalismo di stato
  • Anno: 1990
  • Autore: Arturo Peregalli, Riccardo Tacchinardi
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 148


€ 8,00

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Sin dal 1917 la Russia sovietica è oggetto di indagine da parte di studiosi che cercano di comprendere la sua specificità storica. Agli occhi dei ricercatori, dei politici e dei semplici militanti di base la diversità dell'assetto sociale ed economico sovietico appare come un fatto naturale, ovvio. 

Se da una parte il gruppo dirigente russo, sin dagli anni venti, sostiene che la società emersa dalla rivoluzione d'Ottobre è di tipo socialista, dall'altra, estimatori e detrattori si scontrano chi nella denuncia del socialismo - considerato illiberale e liberticida -, altri invece nell'esaltazione di questa società che, almeno sulla carta, garantisce il lavoro e la sicurezza sociale a tutti. 

Ma al di là della denuncia o dell'entusiasmo acritico rimane sempre aperto il problema della decifrazione del geroglifico sociale rappresentato dalla società russa stessa. Essa rappresenta effettivamente il socialismo, più o meno sviluppato, oppure si tratta di una società di tipo nuovo, che inaugura un'inedita stagione storica, oppure, ancora, come afferma una minoranza, non si tratta altro che della medesima società capitalista esistente in Occidente che nella particolare situazione russa assume forme e sviluppi peculiari? 

La rivoluzione del 1917 ha inaugurato questo dibattito, tuttora aperto, che ora la Perestrojka gorbacioviana sembra voler risolvere in termini pratici ripassando la Russia postaliniana sui canoni della società occidentale. 

Il libro ripercorre le tappe dell'analisi della natura sociale russa postrivoluzionaria e cerca di individuare gli elementi di fondo che determinano e spiegano anche la sua evoluzione successiva.

 

Saggi di Arturo Peregalli, Riccardo Tacchinardi.

Autori

Lacaita Editore