Meridionalismo e Azionismo nel crepuscolo sabaudo

Meridionalismo e Azionismo nel crepuscolo sabaudo
  • Anno: 1989
  • Autore: Anna Maria Cittadini Ciprì
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 228


€ 8,00

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Al crepuscolo della monarchia sabauda, già iniziato alla fine del secolo scorso e via via intensificatosi attraverso i due conflitti mondiali e le loro conseguenze, corrispose nel nostro Paese un progressivo consolidamento delle forze democratiche. 

Antitrasformismo, antigiolittismo, antimussolinismo rappresentano, nello Stato unitario accentratore, un neoazionismo postrisorgimentale, volto a contestare le discrepanze fra aree oppressive e aree oppresse e a garantirne il superamento in vista di una effettiva, globale unità nazionale. 

L'arma meridionalistica, impugnata da Colajanni, Ghisleri, Bovio, viene poi impiegata con energia anche da Salvemini, Dorso, Fiore, Gramsci, sino a divenire, dopo la caduta del regime fascista, nel rinato azioniamo resistenziale, il mezzo più efficace della lotta democratica. 

Gli scritti che compongono questo volume seguono, appunto, l'iter meridionalistico, si soffermano sui progetti e sulle iniziative dei più noti rappresentanti del meridionalismo democratico, pongono in evidenza la centralità della "questione meridionale". E, in particolare, rilevano la continuità ideale dell'azionista risorgimentale con quello di Valiani, Bauer, Calamandrei, Rossi Doria, dei sardi Lussu e Bellieni, dei siciliani Purpura e Ramirez, dei pugliesi Fiore e Cifarelli. E, infine, sottolineano, dopo la soluzione "moderata" della Resistenza, tramontato il sabaudismo, i "residui attivi" di un postazionismo dispiegantesi nelle sedute parlamentari, nella stampa nazionale, nelle iniziative a favore delle "aree depresse". 

Le date entro cui è possibile comprendere il presente excursus meridional-azionista coincidono, e non a caso, con Il Patto di Roma del 1890 e con la costituzione della "Cassa per il Mezzogiorno" del 1950. 

Autori

Lacaita Editore