Gli intellettuali e l’ideologia americana

Gli intellettuali e l’ideologia americana

 nell’Italia letteraria degli anni Trenta

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  • Anno: 1973
  • Autore: Nicola Carducci
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 252


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«II decennio dal '30 al '40 che passerà nella storia della nostra cultura come quello delle traduzioni, non l'abbiamo fatto per ozio né Vittorini né Cecchi né altri. Esso è stato un momento fatale, e proprio nel suo apparente esotismo e ribellismo è pulsata l'unica vena vitale della nostra recente cultura poetica (...) Noi scoprimmo l'Italia - questo il punto - cercando gli uomini e le parole in America, in Russia, in Francia, nella Spagna»: così Pavese, ch'è tra i maggiori protagonisti del «mito americano». I cui contenuti, ovviamente, non sono soltanto di ordine poetico-letterario ma anche, intrecciati a questi, di natura politica (la «democrazia felice» della repubblica stellata, il New Deal). 

La somma degli elementi ideologia impliciti nella scoperta letteraria degli Usa è stata per Io più trascurata negli studi sull'argomento. Questo lavoro ha inteso rimediare a tale lacuna. Nato in margine a una più ampia ricerca sulla storia dell'intellettuale letterato fra le due guerre, ha risentito, in talune prese di posizione, del particolare clima delle tensioni sociali e politiche proprie del periodo in cui è stato progettato ed eseguito, tra l'ottobre del '71 e il febbraio del '72. 

L'importanza del decennio qui esaminato è un dato ormai acquisito alla storiografia, anche se si è ancora lontani dalla necessaria messa a punto critica e documentaria sui diversi aspetti problematici che Io investono, in rapporto ai due fatti più incisivi nel quadro di una storia dell'intellettualità «progressista»: ossia la maturazione del dissenso letterario all'interno della realtà fascista e il primo costituirsi dei nuclei ideologici organizzativi preresistenziali. Di grande interesse appare dunque un'indagine che accerti e valuti l'effettiva incidenza dell'ideologia americana - per il tramite obbligato della ricognizione letteraria - nella formazione della coscienza artistica e politica nuova della generazione giovane (dei Pavese, Vittorini, Giaime Pintor). Da qui però anche l'incontro-scontro, sul comune terreno della «querelle» americana che dal decennio avanti si dibatteva nell'Europa occidentale, con esponenti non meno autorevoli dell'intellettualità primo-novecentesca, cui peraltro la generazione del dissenso era saldata dalla matrice di uno stesso tipo e uso di cultura: l'umanesimo «zoppo» della tradizione, universale nei principi e classista nei contenuti operativi, utilizzato da Linati, Borgese, Cecchi.

Sullo sfondo detta «querelle», solitaria resta, nel decennio, l'analisi scientifica del fenomeno americano - nella sua struttura economica e soprastruttura ideologica - contenuta nelle note gramsciane dei Quaderni del carcere. 

Autori

Lacaita Editore