Il mito della nuova cultura

Il mito della nuova cultura

Giovani, realismo e politica negli anni trenta

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  • Anno: 1984
  • Autore: Mario Sechi
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 228


€ 10,00

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C'è un'area, o per dire meglio una direzione viva di crescita della cultura italiana di questo secolo, singolarmente trascurata sinora dalla ricerca storica: ed è quella che raccoglie nel corso degli anni trenta i fermenti e i conati più autentici di revisione della eredità etico-politica del primo Novecento, alla luce della complessa, assorbente esperienza della "crisi". Nell'impegnativa battaglia per il "realismo" filosofico, letterario e politico di alcuni gruppi giovanili (come quelli del "Saggiatore" di Roma e del milanese "Orpheus", esaminati in particolare nel presente volume) risaltano per un verso gli sviluppi di un orientamento d'avanguardia, i segni di una spregiudicata apertura alle scienze nuove e all'autonomia delle tecniche moderne - nelle arti di massa nella psicologia e nell'etica -; per l'altro si esprimono gli sforzi di definizione di una non ideologica, compiuta socialità del lavoro intellettuale, nel clima e con l'avallo teorico delle tesi sull'avvento di una cosiddetta epoca del post-capitalismo.

Nel confuso panorama della cultura del fascismo, tra le ipoteche auturitarie dello stato etico e le varie cortine fumogene della demagogia sociale, l'elaborazione di questi "gruppi di punta" - specialmente tra il '29 e il '35 - non sfugge tuttavia ad un più diretto confronto con gli spazi e le logiche della politica totalitaria, ma giunge ad un acuto sceveramento delle posizioni e quindi a una precisa messa a fuoco di nodi decisivi e scottanti nelle questioni sindacali e corporative. La chiusura d'autorità di questa rete di iniziative alla vigilia dell'impresa coloniale del '35, se non autorizza a ipotizzarne una precoce proiezione in senso antifascista, denuncia il saldarsi di un maturo e inquietante contenzioso politico-culturale, tra ragioni dello sviluppo intellettuale e della democrazia di massa e insufficienze e inganni del riformismo della "terza via". Si tratta di un dissidio inesploso, ricco però di nessi profondi e di contraccolpi ancora da riscoprire nelle questioni di fondo della cultura italiana del dopoguerra. Le suggestioni che la minuziosa indagine di Sechi vuole offrire sfuggono allo schema consueto delle polemiche su intellettuali e fascismo per tentare un altro fronte ampio di rilettura della nostra vicenda contemporanea.

Autori

Lacaita Editore