Il "Chiarimento" di Slataper

Il "Chiarimento" di Slataper

dalla "Voce" all'"Ibsen"

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  • Anno: 1987
  • Autore: Maria Luisa Patruno
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 176


€ 10,00

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L'intensa attività di Scipio Slataper si colloca nel clima dell'interventismo intellettuale del primo Novecento. Tutte le opere furono redatte in poco più di un quinquennio. Si pensi agli scritti critico letterari, agli articoli politici, apparsi sulle pagine della "Voce" e di numerose riviste; al romanzo (Il mio Carso, 1912) e alla monografia su Ibsen (pubblicata postuma nel 1916). Si ricordino gli epistolari, i diari, i taccuini, editi, in gran parte, dall'amico triestino Giani Stuparich, e, in parte, ancora inediti o in corso di studio e di pubblicazione. 

In tutti predomina la stessa cifra stilistica: l'urgenza comunicativa e lo scavo introspettivo, il fervore e il rigore. In tutti si manifestano il disagio polemico, distruttivo, e l'impegno morale, ricostruttore. Da questa duplice esigenza (di inchiesta e di riforma etico intellettuale) deriva l'ideologia del «compito». Deriva l'esigenza di rinnovamento del ruolo, inteso come affermazione e come primato. Le due misure (dell'autocritica e dell'impegno) incrementano la sperimentazione di moduli espressivi nuovi. 

Più che alla varietà dei generi, occorre fare riferimento alla rottura che li attraversa, all'insoddisfazione intellettuale che ne annulla la distinzione tradizionale, e che li omologa in una struttura inedita: nel diario

Le opere dello scrittore triestino si presentano, pertanto, come momenti di autocritica, come occasioni di bilancio generazionale. Costituiscono le tappe di un'intensa ricerca. Sono espressione dell'individualismo etico, del protagonismo rigeneratore della coscienza. 

Tutti gli scritti sono perciò riconducibili alla misura del diario, all'autobiografismo chiarificatore. Nel romanzo la memoria dell'infanzia è offerta come modello di vitalità al presente; negli articoli la polemica si intreccia con la proposta; nell'Ibsen l'analisi diventa strumento di confronto, di collaborazione al testo. Si tratta di procedimenti che derivano dalla coscienza inquieta, dall'incertezza creativa dell'io. Che derivano dal bisogno di scuotere la realtà, di incidere nel solco della morale stagnante, e dall'urgenza di suscitare problemi. Di chiarirsi per ridefinirsi. Di affermarsi come forza per distruggere, come energia per riedificare. Le forme del «chiarimento» interiore sono atti preparatori della rigenerazione morale del presente

Autori

Lacaita Editore