Il destino del filosofo

Il destino del filosofo
  • Anno: 1971
  • Autore: Arrigo Colombo
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 360


€ 8,00

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Dopo la monumentale monografia dedicata a Heidegger e alla vicenda dell'Occidente (Martin Heidegger. Il ritorno dell'essere, Bologna, Il Mulino, 1964), il saggio dedicato alla Fenomenologia (Sulla fenomenologia e la rivelazione delle cose, Bologna, Patron, 1967), dopo un tratto di ricerca storica e dopo l'esperienza in una tormentata università del Sud, a Lecce, dove tuttora insegna, Arrigo Colombo affranta qui la vicenda e il destino di questa figura e missione d'uomo, il filosofo: il segno di una stima e di un disprezzo, di un'attività feconda e sterile, di una contraddizione che corre lungo tutta la storia occidentale. 

Un destino di morte, una storia di disprezzo, una storia di alienazione e di errore. 

Nell'ambiguità, nella miseria di questa vicenda, di questa condizione la ricerca sul filosofo assume un carattere di necessità, di basilare chiarificazione. Prima di ogni ulteriore ricerca, prima di essere filosofo e per poterlo essere. 

Perciò egli ne tenta il disegno, il progetto utopico, l'impegno possibile, necessario, la funzione nella società. Un progetto che riprende e sviluppa le intuizioni di Feuerbach e di Marx, le più luminose per noi. Nel progetto il filosofo è sì l'esperto nella ricerca di senso, ma è anche un pratico, un politico, un rivoluzionario. La sua opera è l'utopia, l'elaborazione dell'utopia storica. 

Le apparizioni consuete e larvali, l'ideosofo, l'intellettuale, l'accademico, sono dissolte con vigore, con sdegno. L'analisi compiuta dalla contestazione, la dissoluzione dell'università e intellettualità moderna permane decisiva. 

In questo libro l'autore ha scritto i suoi Prolegomeni, il suo discorso previo al filosofo, ad ogni filosofo che vorrà essere tale.

Autori

Lacaita Editore