Dal 1923 al 1949 | Piero Lacaita Editore

Curriculum Vitae

Nasce il 29 luglio 1923 in Manduria, primo di sei figli. La sua famiglia d’origine, tra Otto e Novecento, aveva legato il proprio nome a vicende risorgimentali prima, e successivamente a lotte sociali e di impegno civile.

Durante la fanciullezza, frequentando la tipografia paterna, prende coscienza delle potenzialità culturali e civili dell’arte della stampa.

Nel 1943, subisce il fascino di Giovanni Laterza e delle opere di Benedetto Croce, di Guido De Ruggiero, di Adolfo Omodeo, di Luigi Russo e di altri esponenti dello “Storicismo” le cui opere erano pubblicate dal grande editore di Bari.
Il contatto con questa cultura gli fece assimilare i principi del “Liberalismo” e i valori della “Civiltà Moderna”.

La frequentazione, quasi quotidiana, della libreria Laterza di Bari, origina l’amicizia e la collaborazione con Tommaso Fiore, impegnato in quegli anni nel ruolo di maestro e di guida per quei giovani intellettuali meridionali che erano nati durante gli anni della dittatura fascista.
Il primo programma editoriale del giovane Lacaita risente, infatti, della scuola di Fiore, che abituava a tenere in gran conto i moderni valori dello storicismo, del laicismo, dell’antifascismo e del meridionalismo militante.

Sempre nel 1943 si iscrive all’Università degli Studi di Bari, dove si laurea in Giurisprudenza, discutendo con Aldo Moro una tesi in Filosofia del Diritto dal titolo La teoria del Diritto e dello Stato nella filosofia di Benedetto Croce, un tema che, intorno agli anni Quaranta, era stato affrontato da giovani studiosi come il torinese Aldo Mautino, allievo di Gioele Solari, prematuramente scomparso nel 1940.

Nel 1944, tramite l’editore Franco Laterza di Bari, conosce a Napoli Benedetto Croce, al quale confida la propria vocazione per l’editoria e le prime ancora incerte idee progettuali.
Il consiglio ricevuto dal Croce fu di operare le proprie scelte entro il solco tracciato dalla migliore tradizione intellettuale meridionale, la sola che aveva saputo conferire decoro e nobiltà alle provincie meridionali.

Nel settembre 1947 incontra Gabriele Pepe. Il sodalizio col grande storico del Medioevo diventa determinante per la definizione del proprio programma editoriale, improntato ai valori della laicità, del pluralismo e della tolleranza.

Nel settembre 1948 organizza a Taranto, insieme ai fratelli e ad altri intellettuali pugliesi, il primo Convegno Pugliese per la laicità dello Stato e per la difesa della Scuola nazionale, e in pari tempo cura la pubblicazione di un numero unico, intitolato «La protesta laica», ove figurano alcuni suoi scritti unitamente a quelli di Adolfo Omodeo, Gaetano Salvemini, Gabriele Pepe, Tommaso Fiore, Fabrizio Canfora, Marcello Capurso, Alberto Simone e Raffaele Semeraro. Nel contempo dà il via alla prima produzione editoriale, pubblicando scritti di Tommaso e Vittore Fiore, di Giuseppe Petronio e di Gabriele Pepe la cui Protesta laica, come ha osservato Giovanni Spadolini, ebbe a spezzare «le mura delle discriminazioni e degli interdetti, facendo circolare il nome dell’editore negli ambienti della cultura italiana di ispirazione ereticale e dissidente all’inizio degli anni cinquanta».

Nel marzo 1949 inizia la pubblicazione dei «Quaderni di protesta laica», diretti da Gabriele Pepe con l’intento di difendere le istituzioni laiche dello Stato repubblicano contro le tendenze confessionali e retrive, che già affioravano nella vita politica italiana.
Insieme a Gabriele Pepe, aderisce al Partito socialista italiano, nel solco del liberal-socialismo di Rosselli e del pensiero salveminiano.