Verso la metà degli anni Cinquanta, inaugurando la collana «Uomini e cose della nuova Italia», intrattiene fecondi rapporti con vari gruppi intellettuali italiani. Nello scritto intitolato «Propositi e speranze di un giovane editore», apparso nel 1958, chiarisce l’impegno meridionalistico del suo programma editoriale, teso a compiere nello stesso tempo attività culturale e azione civile nella linea indicata da Piero Gobetti, negli anni in cui il giovane intellettuale torinese fu intransigente oppositore del fascismo.
Nel settembre del 1958 conosce a Bari Lelio Basso che accetta di trasformare in un saggio la sua conferenza tenuta su Salvemini. Nasce cosi un sodalizio con l’eminente esponente della cultura socialista che durerà per lunghi anni.
Sempre nel 1958 incontra a Salerno Aldo Capitini e con lui avvia un periodo di intensa collaborazione che si traduce in una serie di volumi sull’azione non violenta, esercitata, allora, da Danilo Dolci a Partinico, al tempo dei processi da lui subiti come obbiettore di coscienza in Italia, poco dopo che Pietro Pinna, primo obbiettore, venne condotto, ammanettato, di fronte al tribunale militare. Seguiranno altre pubblicazioni sull’educazione sessuale, considerata ancora un tabù; sulla difesa e lo sviluppo della scuola pubblica; sul referendum per il divorzio in Italia.
Nel 1959, conosce a Roma, nel ridotto dell’Eliseo, Ernesto Rossi e cura, con Aldo Capitini Gli Atti dell’Assemblea costituente sull’articolo 7, intendendo con ciò denunciare apertamente la inclusione, nella nostra Costituzione, delle leggi concordatarie volute dal fascismo, in aperto contrasto e violazione con le libertà sancite nella legge fondamentale del nuovo Stato repubblicano, nato dalla Resistenza.
Verso la fine degli anni Cinquanta, fonda a Manduria, assieme ai suoi fratelli e a un gruppo di giovani intellettuali, il Circolo di Cultura intitolato a Francesco De Sanctis, nella cui attività si registrano presenze di illustri intellettuali e di uomini politici italiani, tra cui Tommaso Fiore, Mario Sansone, Pasquale Villani, Arcangelo Leone de Castris, Lelio Basso, Francesco De Martino, Sandro Pertini.
Durante gli anni Cinquanta inizia una lunga fraterna frequentazione con lo storico lucano Tommaso Pedio. Nascono volumi dedicati al brigantaggio meridionale postunitario e nel 1968 la pubblicazione delle opere storiche di Giustino Fortunato.
Nel 1959 incontra a Manduria Luigi Russo in viaggio per la Puglia. È l’inizio di una collaborazione alla quale il grande critico letterario si aprì, com’egli stesso ebbe a dichiarare, per la linea laica e liberalsocialista dell’editore.