Omaggio a Spagnoletti

Omaggio a Spagnoletti
  • A cura di: Gennaro Mercogliano
  • Anno: 1987
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 224


€ 11,00

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Trovandoci di fronte a una raccolta di liriche siglate Giacinto Spagnoletti, viene naturale chiederci se il nome dell'autore dei versi coincida con quello del critico oppure se si tratti di due persone distinte. E viene naturale - una volta risolto nel senso dell'identità il dubbio - riflettere su quella che pare essere non certo una costante ma una ricorrente del lavoro critico, vale a dire la coincidenza, più o meno frequente, dell'impegno di lettura con la frequentazione diretta del terreno poetico. Laddove, ancora, è dato riscontrare un maggiore o minore successo in uno dei due ambiti - quello critico e quello poetico appunto - in chi entrambi li frequenta, mentre raramente è lecito assistere al pieno e convincente attestarsi sui due piani con eguale sicurezza e fortuna. 

I nomi non si contano, ne è qui il caso di misurare il valore dei singoli nell'uno o nell'altro campo o in entrambi: Borgese (di cui proprio Spagnoletti ha recentemente posto all'attenzione un'antica, anche se non eccezionale, raccolta di versi), Montale, Luzi, Pasolini, Eliot, Mandel' stam, Pound, Bárberi Squarotti, Pirandello anche, il quale, se non proprio nella critica, certo nella narrativa e nel teatro criticamente e problematicamente intesi si impegnò da par suo mentre frequentò assiduamente (e con esito vario) la poesia. Ma forse per questo molteplice impegno di Spagnoletti in letteratura occorre fare il nome di Sergio Solmi, grande saggista e poeta che ha molto in comune col Nostro, anche nell'esperienza di vita e nella storia della cultura italiana. Pure, i versi di Spagnoletti recano, nella massima parte, una data niente affatto recente, 1953, dal momento che in questi Versi d'occasione confluisce quasi per intera la raccolta A mio padre d'estate, edita in quell'anno da Schwarz, con variazioni ed aggiunte che l'autore specifica in una essenzialissima nota. 

Diremo subito, ed in decisi termini, che il motivo della eventuale confusione riguardo all'identità di cui si diceva sarebbe da attribuire a poca cura del libro da parte dei lettori, non certo al pregio di esso, se negli Anni Cinquanta la raccolta poteva disporre di due malleva d'eccezione tra gli addetti: Pasolini e Caproni.

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Autori

Lacaita Editore