La doppia dipendenza

La doppia dipendenza

Destra e sinistra nella terra del rimorso

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  • Anno: 2001
  • Autore: Mario Proto
  • Formato: 14x22
  • ISBN: 9788887280814
  • Pagine: 232


€ 16,00

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Negli sviluppi più recenti del dibattito sulla questione meridionale, sul versante delle leadership territoriali orientale alla personificazione del potere, ritorna, con emergenza intellettuale, il tema della doppia dipendenza. I profondi cambiamenti del quadro storico ne hanno modificato contesto geo-politico e dinamiche soggettive, mentre si è venuto sempre più approfondendo il solco fra chi decide e chi esegue. Il processo di globalizzazione ha provocato, contestualmente, un allargamento ed un coinvolgimento di realtà sociali in bilico tra perifericità e marginalità di tipo finanziario, tecnologico e finanziario. Il fenomeno in atto è quello di un dualismo economico tra nord e sud, tra mezzogiorno, mediterraneo ed Europa, che scatena forma pericolose di destabilizzazione economica e balcanizzazione politica. Là dove, nell'area, siano assenti conflitti etnico-religiosi, vi prevale una spinta verso logiche identitarie di basso profilo, assecondate da un ceto dirigente che punta su una localizzazione esasperata del consenso e degli affari.
Al tempo in ad l'antropologo E. de Martino conduceva le sue ricerche storico-religiose sulla civiltà contadina meridionale, nella seconda metà degli anni Cinquanta, la doppia dipendenza si presentava nelle vesti contraddittorie di un presente, impersonato da un potere lontano ed arrogante, ed un passato feudale che si cercava, con i mezzi a disposizione, l'occupazione, delle terre e la contestazione magico-coreutica, di contrastare perlomeno nell'immaginario popolare. L'esito di quel contrasto, impari, sarà l'emarginazione progressiva della cultura contadina e il trionfo di una egemonia politico-religiosa dei governi conservatori e della Chiesa cattolica. Oggi, nel clima mutato degli scenari internazionali, la doppia dipendenza si ripresenta in forme più dure e pericolose: i poteri globali modellano, sia pure con mediazioni le più disparate, condizioni di vita e mentalità collettive, insidiano dall'esterno il territorio, mentre le leadership territoriali plasmano a proprio beneficio un consenso passivo, qua e là rinverdito da interventi di folklore urbano. Al tempo delle ricerche sulla Terra del rimorso l'obiettivo era quello di riflettere sul rigurgito di passato, che riemergeva dal protagonismo effimero dei contadini, con l'esplosione del tarantismo, nelle forme inconsapevoli di un "cattivo passato", non richiesto.
Oggi il passato riemerge, ma nella raffìgurazione edulcorata di un tempo della storia carico di valori, tradizioni, emozioni collettive; ma è richiesto, voluto, desiderato da una maggioranza silenziosa più o meno estranea alle ideologie della dialettica sociale. In questa congiuntura, le organizzazioni politiche di destra e di sinistra finiscono con il ritrovare un terreno comune d'intesa siti terreno del raffreddamento dei conflitti sociali, con il rischio, per la sinistra, di vedersi scavalcata da una destra più forte sul piano economico e più agguerrita su quello culturale. Quello che rigurgita è il passato del bei tempo antico.

Autori

Lacaita Editore