Salvemini e la democrazia

Salvemini e la democrazia

Note sui salveminiani tra politica e cultura

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  • Anno: 1994
  • Autore: Giovanni Minervini
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 308


€ 10,00

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La pubblicazione degli scritti di Giovanni Minervini, su Salvemini e i salveminiani, è una iniziativa editoriale di grande attualità. La crisi del meridionalismo democratico e l'emergere turbolento d'ideologie leghiste rendono improcrastinabile il ripensamento della vicenda nazionale, sul tema dei rapporti tra Nord e Sud. La lezione salveminiana, per alcuni versi pionieristica nel denunciare i mali del dissesto e della corruzione politica, può essere riletta alla luce degli avvenimenti attuali, per individuare raccordi o discontinuità rispetto al più recente passato. Il "Salvemini" di Minervini appare, infatti, complesso e profondo. Spiccano, tra le altre, le componenti politiche e religiose dell'animo salveminiano, mentre la questione meridionale è rivissuta attraverso la ricostruzione della scuola salveminiana (T. Fiore, Don Ciccillo Picca ed altri). Il ritratto del Paese che si presenta a Salvemini, al suo rientro dall'America, è tanto sconfortante da indurlo a scrivere di una Italia "scombinata". I partiti politici non sembrano intenzionati a scegliere con fermezza una prospettiva chiara di rinnovamento istituzionale. Molte sono le incertezze e le incoerenze. Ritornano gli spettri del passato. È più facile discutere di questioni ideologiche o dei massimi sistemi che intervenire concretamente prima che il male cresca ogni misura. L'Italia sembrava proporre il dramma di un Paese "senza governo e senza opposizione". In quei frangenti doveva toccare ad un inguaribile pessimista come Salvemini tentare di dare speranza, comunicare idee, per rilanciare la vita politica e liberarla dalla morsa fatale che stavano per imporle caterve di politicanti incolti, corrotti e rampanti. Più di qualche progetto in tal senso era scaturito dalla sua penna per mettere insieme soggetti sociali attivi, democratici, per realizzare una costituente della politica al di fuori, anche se non contro i partiti.
Minervini è assai acuto nel ricostruire la direzione di marcia degli strali salveminiani. E il discorso ritorna sulla borghesia intellettuale, frutto di un sistema scolastico marcio ed arretrato da ripensare profondamente, nella prospettiva di un ricambio generazionale capace di mettere insieme, con spirito fraterno e costruttivo, genti del Nord e del Sud, al di fuori di barriere regionali e culturali.
Sin dagli inizi del secolo, scrive Minervini, lo storico pugliese aveva agitato la bandiera dell'autonomismo e del federalismo, per suggerire ipotesi di cambiamento nelle politiche amministrative, per fornire garanzie di autogoverno, per agevolare processi di emancipazione reale. Affrontare, quindi, i nostri problemi, prima di parlare d'Europa, anche se questo deve rimanere l'obiettivo di massima nel processo di civilizzazione in atto.

Autori

Lacaita Editore