Scuola primaria e coscienza di classe

Scuola primaria e coscienza di classe

Una ricerca sociologica

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  • Anno: 1974
  • Autore: Ferruccio Morello
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 158


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La ricerca di Ferruccio Morello, giovane sociologo proveniente dalla scuola di Urbino, si presenta con i caratteri della novità nell'impostazione tanto tecnica che ideologica, sia perché si avvale per la prima volta di una metodologia inedita negli studi italiani di sociologia dell'educazione quanto perché, su di essa, costruisce un discorso politico nettamente contrario ad ogni forma di mistificazione o di pretesa neutralità della problematica sociale. 

Morello constata come la scuola italiana rappresenti un apparato ideologico, repressivo nei confronti delle coscienze dei fanciulli e dei giovani, che esercita le sue funzioni non con la violenza ma con l'ideologia. 

È la scuola, infatti, ad essere divenuta oggi la principale agenzia di socializzazione ed essa riesce con maggior successo delle altre agenzie ad apparati ideologici ad assoggettare le nuove generazioni all'ideologia dominante, in quanto la sua struttura autoritaria formale è più conforme a quella statale. 

Ma il processo di crescita della importanza del ruolo scolastico può dirsi tutt'altro che concluso, poiché lo Stato conta oggi sulla scuola non soltanto per l'insegnamento dei doveri di ciascuno verso la società ma richiede anche che essa si assuma il compito d'inculcare comportamenti socialmente corretti anche in settori tradizionalmente riservati alla famiglia. 

La scuola diventa così il principale apparato ideologico nel momento in cui il potere politico determina, attraverso la mistificante mediazione delle teorie pedagogiche, i contenuti concreti che tale apparato può e soprattutto deve trasmettere alle nuove generazioni. E ne fissa rigidamente i limiti affinché il necessario ricambio delle élites e la integrazione sociale avvengano in modo tale da garantire la riproduzione della infrastruttura economica, cioè degli esistenti apparati borghesi di produzione.

La scuola, però, non si limita a trasmettere la cultura della società, ma ben precisi comportamenti attraverso i quali vengono riprodotti i rapporti di produzione di una formazione sociale capitalistica, cioè i rapporti tra sfruttatori e sfruttati, In tal modo la scuola promuove, pure, un'opera di socializzazione politica che mira ad inculcare il consenso verso il potere escludendo ogni possibilità di realizzare in prospettiva un mutamento radicale e violento del sistema. 

È compito della ricerca sociologica conoscere gli atteggiamenti di giovani scolari, a livello di scuola primaria, individuare la loro concezione della vita e i loro legami con il mondo esterno, poiché, nonostante l'estremo efficientismo ideologico dell'apparato scolastico, non può non pervenire ad essi una sia pur pallida eco delle lotte politiche e dei contrasti sindacali che caratterizzano la società presente. In tal senso si può affermare che non esistano in Italia analisi espressamente dedicate alla funzione di socializzazione svolta dalla scuola primaria, se si fa eccezione per gli studi riguardanti il successo e l'insuccesso, lo sviluppo del linguaggio o l'apprendimento di tecniche particolari. 

Notevole interesse suscita il lavoro di Ferruccio Morello perché costruito in una zona depressa dell'Italia meridionale, di strutture economiche o di condizioni sociali, talora stagnante nel suo letargo ed immobilismo storico, nonostante qualche lieve segno di ripresa. 

Pur utilizzando una metodologia d'importazione americana, il Morello ha saputo adeguarla alle esigenze di un'indagine di tipo profondamente diverso, ricostruendo, attraverso la somministrazione di rigorosi questionari, uno spaccato significativo tanto del carattere ideologizzante in senso negativo della scuola primaria quanto delle difficoltà oggettive per la nascita della coscienza di classe nel contesto, sia pur limitato, del sottosviluppo meridionale.

Autori

Lacaita Editore