Il rischio Mezzogiorno

Il rischio Mezzogiorno

Intellettuali e ceto politico meridionale: le resistenze allo sviluppo

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  • Anno: 1991
  • Autore: Mario Proto
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 146


€ 10,00

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Dopo quarant'anni di politiche d'intervento più o meno straordinario il Mezzogiorno, qual'è oggi, è sotto gli occhi di tutti: una realtà urbana e sociale profondamente degradala, mortificata da una strategia degli investimenti che, oltre a subire logiche settoriali e di corto respiro, appare sempre più spesso attraversata da canali d'intermediazioni su cui operano soggetti dell'affarismo criminale. Tutto ciò alimenta il sospetto che la classe dirigente abbia continuato a considerare il meridione come un cospicuo contenitore di consenso di massa, al quale attingere con gli strumenti dell'assistenzialismo estraneo alle politiche di uno Stato sociale universalisticamente programmato. C'è stato chi, facendo leva su questa realtà, ha parlato di «abbandono programmato» per significare una latitanza prolungata di un ceto politico indifferente alla dimensione pubblica dello sviluppo meridionale. Ad aggravare il problema si è aggiunta negli ultimi anni una colpevole indifferenza anche degli ambienti politici di sinistra verso i problemi economici e strutturali dell'Italia dimezzata. Le recenti indagini (Svimez, Isveimer, Censis), pur nell'ambito di metodologie di ricerca discutibili, hanno posto in evidenza i termini inediti di un «rischio» Mezzogiorno che insidia il futuro della democrazia dell'intero paese. 

L'analisi della criminalità organizza è ormai il tema centrale della nuova riflessione meridionalistica. È sotto gli occhi di tutti il crescere vertiginoso di una economia di provenienza delittuosa che ha mollo spesso il sostegno di un ceto politico affarista e clientelare. Si tratta di una attività che si svolge al limite tra il legale e l'illegale, penetra nelle imprese e ne condiziona le scelte. La politica degli appalti è il luogo istituzionale nel quale si verifica sistematicamente l'assedio della lobby del crimine organizzato, pronto a gestire una parte cospicua dei voti per i candidati disponibili a manovrare l'illecito nel governo delle amministrazioni locali. È la stessa criminalità che in molte zone del Sud ha individuato margini di utile economico nell'assecondare i processi di militarizzazione. La questione ambientale è un ulteriore capitolo del doppio degrado, ecologico e politico, del Mezzogiorno, luogo ormai prediletto da molte industrie del Nord come localizzazione indisturbata di rifiuti tossici; senza contare, poi, le tante discariche a cielo aperto che ormai costellano il paesaggio rurale meridionale. Quale sia la consapevolezza dei cittadini circa la gravità dei tanti problemi che assillano le contrade del Sud, non è facile dire. L'informazione è scarsamente pluralistica, o forse non lo è affatto. Il sistema scolastico nel suo complesso sembra lontano da ipotesi di rinnovamento culturale. mentre imperversano, prive di controllo esterno, tanto la burocrazia periferica che una certa, disinvolta, «managerialità» sindacale. Un capitolo nuovo può essere quello della ricerca scientifico-tecnologica, anche se il divario Nord-Sud, quanto a qualità della ricerca e a numero di addetti, è ancor forte e non si sa quando sarà colmato.

Autori

Lacaita Editore