Felicità e cittadinanza

Felicità e cittadinanza

nella teoria politica di Aristotele

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  • Anno: 1993
  • Autore: Angelo Panarese
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 142


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Perché il ritorno alla Politica e all'Etica di Aristotele? 

Nel corso dell'epoca attuale la politica si è andata sempre più configurando come semplificazione dell'agire politico, mera tecnica del consenso, compromesso, patteggiamento deteriore fra forze antagonistiche. 

Lo svuotamento della democrazia come insieme di regole e procedure e al tempo stesso come quadro di valori è il nuovo verbo delle classi dominanti. 

Di fronte al dilagare di questa nuova e pericolosa «cultura politica» il riesame della Politica e dell'Etica di Aristotele non è una scelta nostalgica ed anacronistica, ma è il tentativo di ricomprendere la «struttura» del sistema sociale 

tardo arcaico, la sua rappresentazione politica e gli effetti positivi che hanno prodotto sulla «comunità perfetta» (polis) le istituzioni etiche. 

Con la polis è arrivato a maturazione e compimento un lungo processo storico dell'agire politico e delle istituzioni etiche. E solo la dove l'essenza umana si realizza nella prassi diventando la sostanza delle istituzioni e dell'ordinamento politico è possibile parlare di «comunità perfetta». 

Per questo la filosofia pratica, in quanto sintesi di politica ed etica, ha caratterizzato il cammino della filosofia politica. 

Ancora oggi, pertanto, il nocciolo della visione Aristotelica non può essere disconosciuto: la politica non può essere solo autonomizzazione, tecnica, compromesso, ma il «governo» presuppone di per se stesso le istituzioni etiche nelle quali I'uomo agisce e vive. E non è questo anche il significato della crisi odierna: uscire dalle secche della politica empiria e pragmatismo deteriore e riaffermare un nuovo «paradigma» in cui l'etica, in quanto ragion pratica, sia il presupposto e il fondamento della politica.

Autori

Lacaita Editore