Il declino meridiano nell’era della mondializzazione

Il declino meridiano nell’era della mondializzazione
  • A cura di: Mario Proto
  • Anno: 1997
  • Autore: M. Colaci, B. De Masi, F. Martellotti, I. Mortellaro, M. Pascariello, M. Proto
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 140


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Ripensare il mondo, nel secolo che ci lascia, appare una delle sfide intellettuali più impervie che si possano immaginare. Nel trionfo della economia politica internazionale, della mondializzazione delle finanze e dei mercati, nelle strategie di comando della globalizzazione capitalistica, si sovvertono i ruoli di egemonia negli spazi del pianeta. I rapporti tra centro e periferia subiscono una radicale trasformazione negli assetti di potere, che finora ne hanno garantito il mantenimento dello status quo. Molti centri diventano periferie, perdono la supremazia economica e politica, mentre tante periferie si rassegnano drammaticamente ad un destino irreversibile di declino di fronte ai nuovo comando capitalistico. E il caso del sud del mondo, del mediterraneo, dell'Italia. 

In gran parte del Mezzogiorno il tessuto produttivo appare irrimediabilmente compromesso da vecchi e nuovi condizionamenti, ritorna la politica delle mediazioni conoscitive, la cultura ristagna nelle nostalgie del campanile. Ai processi oggettivi di crisi, dovuti a scelte di politica economica avvenute altrove, corrisponde una classe politica, imprenditoriale e finanziaria locale, che è parte essa stessa dei fenomeni di degrado dei territorio, tanto da accompagnarne l'inesorabile declino. 

Nel Salento e a Lecce, capitale del Barocco, la classe politica è folla, la si ritrova ad ogni angolo di strada, e si mescola, talvolta con civetteria, all'altra che occupa gli schermi nazionali (dal PDS ad AN, dal CCD al CDU), più o meno accomunate da un ambiguo progetto di moderatismo, linguisticamente impastato di avvocatese e sinistrese. Ma il territorio langue, avviluppato tra le spire di un sottosviluppo che si aggrava e di clientele che si annodano a trame familistiche di parentele. 

Economia, banche, imprenditoria, cultura, informazione, tutto finisce con l'essere coinvolto in un tragico processo di declino che vede, tra i suoi protagonisti responsabili, imprenditori incapaci, politici inetti, operatori finanziari usurai, informazione evasiva, intellettuali da campanile.

Ripensare il mondo, dall'ottica di una periferia penalizzata, richiede un costume intellettuale di rigore analitico e di rifiuto delle generalizzazioni. Anche uno spazio limitato territorialmente, come la periferia salentina, può essere laboratorio politico di riflessione sulla svolta negativa recente della questione meridionale, nella prospettiva della mondializzazione dei mercati e del pensiero. Alla rivolta del Nord-Est non si può rispondere con il rigurgito dei vecchi passatisti e dell'orgoglio municipale. La mondializzazione avvolge tutti, nord e sud, ma in maniera differenziata. Saprà il sud, e la parte sua più sfortunata, uscire da quel tunnel con un progetto di futuro più adeguato alle necessità dello sviluppo e della democrazia?

Autori

Lacaita Editore