La catastrofe sul Danubio

La catastrofe sul Danubio

Retorica visiva, stampa popolare, spirito dell'epoca nell'Ungheria della Grande Guerra. 
Il caso di "Erdekes Ujság" ("Giornale Interessante")
1913-1925

Maggiori dettagli

  • Anno: 2004
  • Autore: Luigi Tomassini
  • Formato: 21x30 rilegato
  • ISBN: 9788888546308
  • Pagine: 178


€ 20,00

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    Dettagli

La prima guerra mondiale rappresenta la prima occasione in cui un grande conflitto può essere "visto" da targhe masse di popolazione attraverso un mezzo di rappresentazione "moderno" come la fotografia. Fin dalle sue origini la fotografia si era interessata alla guerra: ma i mezzi tecnici limitavano la possibilità di riprodurre e di far circolare rapidamente le immagini di guerra: la diffusione attraverso un mezzo di comunicazione così affermato e già di massa come la stampa illustrata diviene possibile solo con l'inizio del nuovo secolo. La grande guerra è caratterizzata anche da una continuità nel tempo e da un coinvolgimento delle popolazioni che sono del tutto nuovi ed inusuali: e così l'attenzione per il fronte, all'interno dei vari paesi, diventa spasmodica, e la rappresentazione della guerra sulle riviste conseguentemente diventa più ampia, fino ad assorbire quasi tutto e a volte tutto lo spazio disponibile, mutando anche qualitativamente i suoi caratteri. 

La rappresentazione fotografica della grande guerra (poiché di questo si tratta, essendo le fotografie presentate sulle riviste frutto di una censura preventiva e poi di una accurata selezione) è un tema tuttora poco studiato, ancor meno nella sua dimensione comparativa. 

Questo volume presenta una serie di fotografie tratte da un periodico ungherese di larga diffusione "Az Erdekes Ujság" (Il Giornale Interessante), dove la rappresentazione della grande guerra, affidata ad un concorso promosso fra i lettori, presenta caratteri molto diversi da quelli che si possono riscontrare, ad esempio, nelle contemporanee e analoghe riviste illustrate italiane. Introducono il volume un saggio di Luigi Tomassini, docente di Storia della fotografia presso l'Università di Bologna, e uno di Beatrice Tottossy, docente di Lingua e letteratura ungherese nell'Università di Firenze, nonché una ricostruzione documentaria della vicenda della rivista di Maurizio Ceccarelli, masse di popolazione attraverso un mezzo di rappresentazione "moderno" come la fotografia. Fin dalle sue origini la fotografia si era interessata atta guerra: ma i mezzi tecnici limitavano la possibilità di riprodurre e di far circolare rapidamente le immagini di guerra: la diffusione attraverso un mezzo di comunicazione così affermato e già di massa come Ìa stampa illustrata diviene possibile solo con l'inizio del nuovo secolo. La grande guerra è caratterizzata anche da una continuità nel tempo e da un coinvolgimento delle popolazioni che sono del tutto nuovi ed inusuali: e così l'attenzione per il fronte, all'interno dei vari paesi, diventa spasmodica, e la rappresentazione della guerra sulle riviste conseguentemente diventa più ampia, fino ad assorbire quasi tutto e a volte tutto lo spazio disponibile, mutando anche qualitativamente i suoi caratteri.

Autori

Lacaita Editore