Il re non risponde

Il re non risponde

romanzo storico

Maggiori dettagli

  • Anno: 1997
  • Autore: Giovanni Flores
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 168


€ 15,00

    Dettagli

Il periodo storico nel quale si intrecciano i fatti narrati, e che coinvolsero tutti i membri di una antica famiglia napoletana, va dallo sbarco, cattura e condanna dei fratelli Bandiera in Calabria nel luglio 1844 alla fine dell'assedio di Gaeta nel febbraio 1861, data che segnò anche la fine dell'antico Regno delle Due Sicilie.

Dei sei fratelli maschi di quella famiglia, cresciuti nella rigida disciplina loro imposta dal padre Colonnello Isolato Proprietario, Don Francesco Flores dei Reali Eserciti di S. Maestà (Dio Guardi) i cinque maggiori vissero nell'esercito o nella marina di quel regno e soltanto l'ultimo, Ferdinando, nato nel 1824 e non militare frequentò l'ambiente liberale e velatamente unitario napoletano che faceva capo al suo amico Francesco De Sanctis.

Il contrasto tra Ferdinando ed i suoi fratelli, anche se non portò mai ad una rottura completa caratterizzò molto i loro rapporti, in particolare tra il liberale professore Ferdinando e l'ufficiale Filippo.

L'elemento moderatore tra i due fu certamente la presenza delle loro mogli, due sorelle inglesi che anche se di tendenze diverse seppero mantenere la pace tra i fratelli.

Dopo essere stato, da Maggiore, Presidente del Tribunale Militare che condannò i Bandiera nel 1844, dalla Rivoluzione Siciliana del 1848, domata dal Filangieri, e fino alla guerra del 1860-61 Filippo combattè per il Regno delle Due Sicilie; ma a mano a mano che si rendeva conto, dopo la resa di Palermo e della Calabria a Garibaldi, che la guerra era ormai persa, Filippo, ora Maresciallo di Campo andava con profonda amarezza abbandonando ogni illusione, fino alla sua cattura e resa ai garibaldini del generale Turr in Campania nel settembre 1860, pochi giorni dopo l'entrata di Garibaldi in Napoli.

Diverso fu il destino degli altri fratelli. Morto nel 1859, per malattia, il primogenito Pasquale (anch'egli Generale) i tre fratelli presero anch'essi parte attiva alla guerra dal lato borbonico. In particolare, dei due ufficiali di marina uno bombardò Palermo all'arrivo di Garibaldi e subito dopo tutti e due, forzando il blocco dell'ammiraglio piemontese Persano a Napoli raggiunsero, tra i pochissimi fedeli, il loro Re a Gaeta dove restarono fino alla resa della fortezza e la fine del Regno.

L'altro fratello, Francesco, capitano nell'Esercito seguì anch'egli il Re a Gaeta e venne ferito in un episodio della battaglia del "Volturno".

Fin qui i fatti, nei quali si innesta il racconto. Sullo sfondo si intravede il mondo siciliano dal quale provengono le due sorelle inglesi cresciute a Girgenti in una famiglia di antiche tradizioni conservatrici, che aveva immigrato in Sicilia ai primi del secolo, dove il padre delle due ragazze, commerciante, venne nominato Vice-Console di S. M. Britannica.

Il punto critico sul quale si accentra la narrazione, e che è indicato nel titolo, è la morte di Ferdinando II nel maggio del '59. Secondo un antico rito spagnolo un gentiluomo di Corte, dopo aver fissato in volto il corpo esposto nella bara nell'antica chiesa di Santa Chiara a Napoli si voltava verso il pubblico e annunciava solennemente "II Re non risponde".

Per molti, tra cui anche parecchi liberali, questa fine segnò il moltiplicarsi di ansie e timori circa il destino del Regno ora affidato al giovane ed inesperto Francesco II, appena ventunenne e totalmente imbevuto di esagerata religiosità. Se suo padre avesse vissuto ancora è probabile che sarebbe forse riuscito a salvare il proprio regno. D'altro canto la determinazione, il coraggio ed il carattere dimostrato da Francesco II che con pochi fedeli tenne testa a Gaeta per mesi all'implacabile assedio piemontese furono pregi che per molti anni vennero taciuti, tanto nella storiografia ufficiale del Risorgimento quanto ignorati, se non stravolti, nella vulgata risorgimentaÌe.

Caduto il Regno subentrò la crisi dei valori che avevano sostenuto molti di coloro che in buona fede si erano schierati da una parte o dall'altra, come Ferdinando e Filippo, anche se per opposte ragioni. Ora furono entrambi delusi dalla ottusa prepotenza degli invasori che finì per inquinare l'ideale unitario contribuendo non poco a costruire le basi della "questione meridionale".

Autori

Lacaita Editore