Fuga nella memoria

Fuga nella memoria
  • Anno: 1990
  • Autore: Salvatore Sechi
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 336


€ 15,00

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Una fredda notte di gennaio, segnata da eventi tragici apparentemente inspiegabili, sconvolge la quieta esistenza di una famiglia contadina, sospingendola nel vortice dell'emigrazione che ha dissanguato la Sardegna dalla metà degli anni '30 agli anni 70. La diaspora dei Funeseda è aggravata dalle contraddizioni che scandiscono il transito dall'èra agropastorale a quella industriale. Le vicende drammatiche che accompagnano i personaggi della storia sono indagate, in una incessante ricerca di verità esistenziali appaganti, da Giosuè, il protagonista principale. Fra i componenti della famiglia egli potrebbe essere il privilegiato, perché studia fino alla laurea. Emigrato di lusso, dunque. In realtà Giosuè, proprio per questa sua condizione di intellettuale (nutrita di ideali sessantottini) e per una sensibilità alla soglia del patologico, si trova a dover subire il maggior carico di antinomie e quindi di angoscia. Lo sbocco salvifico per lui, se non vuole soccombere ai misteri e alle traversie della vita, è rappresentato dalla «fuga nella memoria» per approdare a una dimensione onirica dove è possibile, forse, trovare qualche risposta, anche metafisica. 

Infanzia e fanciullezza, attraverso analessi e altre anacronie, sono filtrate dalla memoria e divengono mito in cui spesso la mente si rifugia per esorcizzare le angustie del presente e attingervi forza vitale. 

Si agita, non solo in Giosuè ma anche in altri personaggi la voglia del ritorno, talvolta inconfessata ma sempre viva; una voglia che si innalza, in quest'opera, a metafora universale di tutte le minorazioni oppresse cui l'emigrazione cancella l'identità. 

La tesi del romanzo, condotto in chiave intimista ma anche sociologica, non è comunque la negazione del progresso; semmai il protagonista principale tende a distinguere, in termini altamente problematici, fra progresso e alienazione, fra consumismo ottuso e qualità della vita. Se la tecnologia non migliora la condizione (economica ma anche psichica) dell'uomo, è civiltà?

 

La narrazione si snoda ora in ritmi serrati ora invece in toni ampi e distesi, soprattutto quando si sofferma a descrivere in forme stilistiche suggestive e commosse i paesaggi dell'isola (i suoi venti, i mari, i boschi, le brughiere, i cieli) o di altri luoghi dove si muovono i personaggi. Nel gioco figura/sfondo, spesso l'ambiente balza in primo piano (ma senza compiacimenti manieristici) diventando personaggio fra i personaggi in un rapporto psicologico di sofferta attualità. 

Le tormentate storie d'amore che si dipanano nell'intreccio del romanzo stanno anch'esse al confine fra il piano della realtà comunemente intesa e il piano di una realtà onirica (forse più reale della prima se rapportata all'interiorità dell'uomo moderno). L'ultima, la più originale e intensa, diventa anche esemplare della crisi che investe oggi i rapporti di coppia, raccontati a volte con sottile ironia ma sempre con la comprensione dovuta alle gioie-debolezze umane.

Autori

Lacaita Editore