Eugenio Colorni federalista

Eugenio Colorni federalista
  • A cura di: Fabio Zucca
  • Anno: 2011
  • Formato: 14x22
  • ISBN: 9788865820087
  • Pagine: 248


€ 20,00

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Eugenio Colorni (Milano 1909 – Roma 1944), esponente del partito socialista nell’attività clandestina, venne arrestato dai fascisti nel 1938, rinchiuso nel carcere di Varese e condannato a cinque anni di confino da scontare nell’isola di Ventotene allora campo di detenzione per politici e dissidenti del regime.

Il 1938 cambiò indubbiamente la vita di Colorni perché il suo inserimento nel mondo carcerario e di confino fascista, pur nel suo doloroso itinerario, consentì il confronto con altri detenuti politici e quindi lo sviluppo del suo pensiero e della sua azione che si concretizzeranno, nell’inverno 1940-1941, nell’elaborazione – frutto di reciproci incontri intellettuali con Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e con l’allora moglie Ursula Hirschmann – del Manifesto di Ventotene, pietra miliare del pensiero federalista ed europeista moderno.
Evaso dal successivo confino di Melfi, partecipò alla Resistenza e fondò a Milano il 28-29 agosto 1943, durante una riunione clandestina tenuta a casa del valdese Mario Alberto Rollier, il Movimento federalista europeo partecipando alla scrittura delle sei Tesi Politiche alla base dello sviluppo della teoria federale sovranazionale. Il Manifesto e le Tesi indicano le linee teoriche per la costruzione di un’Europa federale nonché gli orientamenti programmatici e organizzativi per conseguire lo scopo. Tra questi fondamenti teorici vi è la presa di coscienza della crisi dello Stato nazionale sovrano, il quale nella teoria federalista occupa il posto fondamentale che nel liberalismo è rappresentato dal concetto di crisi della monarchia assoluta e nella teoria marxista da quello di crisi del capitalismo. Essa permise a Colorni, Spinelli e Rossi di individuare la contraddizione di fondo del mondo contemporaneo, di formulare un giudizio storico complessivo e di elaborare una teoria politica nuova rispetto al pensiero politico dominante.
Colorni venne ucciso dai fascisti della Banda Koch a Roma, alla vigilia della liberazione della capitale, nel maggio del 1944.

Partendo idealmente dal carcere di Varese questo volume raccoglie relazioni sull’azione federalista e socialista di Colorni proposte al Convegno Eugenio Colorni federalista, svoltosi a Villa Toeplitz di Sant’Ambrogio Olona Varese il 22 ottobre 2010. La giornata di studi è stata promossa dalla Cattedra Jean Monnet dell’Università degli Studi dell’Insubria, dal Centro interdipartimentale di ricerca e documentazione sulla storia del ‘900 dell’Università degli Studi di Pavia con il fondamentale contributo del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Eugenio Colorni.

Autori

Lacaita Editore