Mafia e politica tra fascismo e postfascismo

Mafia e politica tra fascismo e postfascismo

Realtà siciliana e collegamenti internazionali 1924-1948

Maggiori dettagli

  • Anno: 2010
  • Autore: Giustina Manica
  • Formato: 14x22
  • ISBN: 9788865820032
  • Pagine: 288


€ 20,00

    Dettagli

Il rapporto tra mafia e politica è un tema di grande attualità. Il motivo di tanto interesse è da ricondurre al fatto che ancora oggi molti nodi non sono stati sciolti e gettare luce su alcuni avvenimenti del nostro passato recente o più lontano risulta ancora difficile. Le radici di questo rapporto sono antiche. Ne troviamo traccia già nel 1861: pensiamo alla setta dei pugnalatori di Palermo di cui si sospettava essere il capo Romualdo Trigona, principe di Sant'Elia. Ne troviamo cenni anche nell'inchiesta sulla Sicilia di Franchetti-Sonnino (1876). Franchetti scrive che "la classe dominante è portata fatalmente a proteggere i malfattori". Questa relazione diviene poi di chiara evidenza per l'opinione pubblica con l'omicidio Notarbartolo (1893), del quale fu sospettato, condannato e poi assolto l'on. Raffaele Palizzolo, ma che lambì anche il presidente del Consiglio Francesco Crispi. Durante l'età giolittiana poi il rapporto fra mafia e politica andò consolidandosi. Gaetano Salvemini, il 14 marzo 1909, pubblicò sull'"Avanti! " un articolo nel quale accusava Giolitti di sostenere la corruzione nel Mezzogiorno e di essersi procurato il voto dei deputati meridionali mettendo "nelle elezioni, al loro servizio, la malavita e la questura". Temi che Salvemini riprenderà poi nel Ministro della malavita. Arrivò poi il fascismo che intraprese una dura lotta nei confronti della mafia con il prefetto Mori. Per decenni la vulgata maggiormente accreditata fu quella che il fascismo fosse riuscito a sconfiggere la mafia. Questo studio, che si avvale di documenti inediti conservati in archivi italiani, britannici e americani, si incentra sull'aspetto fino ad oggi trascurato dalla storiografia relativo alla presenza mafiosa in Sicilia durante gli anni trenta e quaranta e smentisce la vulgata fascista. Esso ricostruisce le relazioni che intercorsero fra il regime e la mafia sia sotto forma di collusione e di scambio sia grazie alla diretta presenza di mafiosi nella pubblica amministrazione. Inoltre, lo studio delinea il profilo dell'organizzazione mafiosa per quanto riguarda gerarchie e regole anche in chiave comparata con Cosa nostra americana. Dall'analisi emerge che la seconda guerra mondiale e lo sbarco alleato del 10 luglio '43 in Sicilia non portarono, alla rinascita della mafia, ma ad una trasformazione ulteriore di essa.

INDICE

Leggenda

Prefazione di Sandro Rogari

Nota dell’autrice

Capitolo primo - Mafia e politica prima e durante la gestione Mori

Capitolo secondo - Case studies: la situazione politica e sociale in cinque province siciliane negli anni Trenta

Capitolo terzo - Mafia e fascismo negli anni Trenta: la continuità della mafia nel dopo Mori

Capitolo quarto - Le articolazioni del potere mafioso negli anni Trenta

Capitolo quinto - La proiezione internazionale della mafia siciliana

Capitolo sesto - La restaurazione nella continuità

Conclusione

Bibliografia

Indice dei nomi

Autori

Lacaita Editore