Arturo Vella e il socialismo massimalista

Arturo Vella e il socialismo massimalista
  • Anno: 2002
  • Autore: Umberto Chiaromonte
  • Formato: 14x22
  • ISBN: 9788888546919
  • Pagine: 424


€ 15,00

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Il saggio di Umberto Chiaramonte ricostruisce la vicenda umana e politica di Arturo Vella (1896-1943), socialista intransigente rivoluzionario e poi massimalista di primo piano, e con essa i comportamenti della leadership del Partito nei passaggi difficili a cavallo della Grande guerra e negli anni della crisi dello Stato liberale. Nella pur vasta letteratura sul movimento operaio italiano, e forse anche in relazione a ciò, era particolarmente stridente il silenzio steso su un personaggio che fu a lungo vicesegretario del Partito e coordinatore del gruppo parlamentare, direttore de "L'Avanguardia" e pubblicista, autorevole interlocutore di Lazzari e Mussolini, di Serrati e Nenni: una sottovalutazione probabilmente da ricondurre alla più generale sfortuna storiografica di quella tendenza, avversata o riassorbita dai concorrenti diretti (comunista, socialdemocratica), priva di eredi dichiarati (se non una frazione -quella della Balabanoff- destinata all'esaurimento nell'esilio), assimilata all'idea stessa della sconfitta politica. Il termine stesso di "massimalismo" ha assunto nel vocabolario politico una valenza del tutto negativa, come sinonimo di estremismo verbale, di velleitarismo rinunciatario, di esasperazione ideologica, perfino di improvvisazione. Eppure il massimalismo socialista interpretò un aspetto non secondario della società e del sistema politico italiano, condividendo attitudini estremistiche e integraliste (in questo caso di segno rigorosamente classista) con altre "famiglie" politiche, vicine e non.

dalla Premessa di Maurizio Degli'Innocenti

Autori

Lacaita Editore