Socialismo adriatico

Socialismo adriatico

La socialdemocrazia di lingua italiana nei territori costieri della Monarchia asburgica: 1888-1915

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  • Anno: 2001
  • Autore: Marina Cattaruzza
  • Formato: 14x22
  • ISBN: 9788887280920
  • Pagine: 196


€ 12,00

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Il volume ricostruisce le vicende del socialismo secondinternazionalista nel Litorale, territorio chiave della Monarchia asburgica, che vi ha dislocati l'importantissimo centro portuale di Trieste e la base militare di Pota. Il delicato equilibrio di un'area cruciale per la Casa d Austria viene, però, progressivamente scosso dal montare delle contrapposizioni nazionali tra italiani da una parte e sloveni e croati dall'altra. 

In tale contesto, la prospettiva federale elaborata al congresso di Brünn (1899) dalla socialdemocrazia austriaca, sembra offrire una via d'uscita al radicalizzarsi delle lotte nazionali e alla conseguente paralisi degli organismi rappresentativi della Monarchia danubiana. 

I socialisti italiani del Litorale fecero propri con entusiasmo i valori dell'internazionalismo e della coesistenza plurinazionale nell'ambito dello stato asburgico. Diversamente che nel Trentino, a Trieste ci fu, infatti, una piena omologazione al modello socialdemocratico austriaco, che finì per influenzare la stessa identità nazionale e la percezione di sé di dirigenti e militanti, il cui essere "italiani" si limitava rigorosamente ad un'accezione di tipo linguistico e culturale. 

Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e I'allineamento dei partiti socialisti europei alla politica dei rispettivi governi ebbe effetti traumatici sulle coscienze dei militanti triestini. Il profondo disorientamento che ne seguì, risultante del venir meno di una prospettiva esistenziale complessiva, sfociò, talora, in disordini psichici ed esiti autodistruttivi. Esemplare, al riguardo, il suicidio di Angelo Vivante, a pochi mesi dall'entrata in guerra dell'Italia. 

Il volume è organizzato attorno a due tematiche principali: a) il processo di omologazione del movimento operaio del Küstenland, in cui prevaleva originariamente l'influenza di correnti repubbliche e anarchiche di matrice italiana, con la realtà della socialdemocrazia austro-tedesca; b) la riflessione sulla questione nazionale da parte dei socialisti adriatici, le divergenze tra i militanti triestini e istriani - più sensibili, questi ultimi, al proprio ruolo di Kulturnation -, il confronto con i compagni sloveni e gli austro-tedeschi. 

Oltre che come contributo alla conoscenza del socialismo italiano in Austria, il lavoro si pone come parabola esemplare di un'utopia - quella dell'internazionalismo applicato all'assetto statuale plurinazionale - colta dal suo sorgere al suo tramontare e il cui fallimento viene a coincidere con la fine del'"ordine" nello spazio centroeuropeo.

Autori

Lacaita Editore