Giuseppe Di Vagno (1889-1921)

Giuseppe Di Vagno (1889-1921)

e il socialismo italiano

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  • A cura di: Gianvito Mastroleo
  • Anno: 2012
  • Formato: 14x22
  • ISBN: 9788865820179
  • Pagine: 288


€ 18,00

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Di Vagno non è un predestinato al socialismo. Proveniente da agiata famiglia di media borghesia agraria, la sua opposizione all’ordine sociale esistente non è determinata dallo sfruttamento padronale, dalla miseria, dalla negazione all’accesso alla scuola […] Il suo non vuol essere, e non è, il socialismo della retorica elettoralistica o congressuale, non è il socialismo dottrinario o pseudo-dottrinario che vuol costringere la mutevole realtà dentro i propri schemi. […] Essere socialisti nel Mezzogiorno non è facile. […] La Puglia, la regione più avanzata del Mezzogiorno, è quella nella quale più a fondo incidono le contraddizioni del sistema politico che da Giolitti ha preso nome […] E’ questo l’ambiente nel quale Giuseppe Di Vagno fa il suo ingresso, con il piglio e la baldanza del combattente, sfidando prima i mazzieri di Giolitti e poi gli squadristi di Mussolini, soccombendovi da eroe. […] Sfugge a due attentati, il terzo va a buon fine. […] Lo colpiscono sparandogli quattro colpi nella schiena, mentre a breve distanza esplode una bomba a coprire la fuga dei sicari. A casa lo attendevano la moglie e un figlio ancora non nato. […] Nessuna revisione può cancellare che il fascismo teorizzò e praticò la violenza quale strumento di lotta politica: Di Vagno morì di pistola, Matteotti e i fratelli Rosselli di pugnale, Giovanni Amendola e, con lui, il prete don Minzoni di manganello. Di essi, solo Carlo Rosselli aveva impugnato le armi, per difendere in campo aperto la libertà di Spagna. […] Non chiese vendetta la moglie di Giuseppe Di Vagno ai tribunali della nostra repubblica e non la chiese il figlio che non vide il padre […] essi lo avevano visto risorgere con la giustizia e la libertà che egli amò fino a morirne, e che risorsero sulle bandiere della Resistenza e ispirarono il patto costituzionale nel quale senza riserve si riconobbe la stragrande maggioranza del popolo italiano, che ha retto alle prove della guerra fredda e del terrorismo, che ancora costituisce il fondamento etico-giuridico della nostra repubblica.

Gaetano Arfè (25 sett. 2001)

Autori

Lacaita Editore