Aldo Capitini

Aldo Capitini

educatore di nonviolenza

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  • Anno: 1988
  • Autore: Nicola Martelli
  • Formato: 14x22
  • Pagine: 170


€ 15,00

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Aldo Capitini fu un teorico o un pratico? A vent'anni dalla scomparsa del fautore di nonviolenza in Italia, in questo saggio ci si adopera per dare una risposta a tale domanda. Dopo una ricostruzione del pensiero filosofico-pedagogico capitiniano, si mette in rilievo I'impegno nel sociale da parte di uno studioso che non voleva rimanere solo nell'ambito della teoria.

Il costante lavoro attuato fra gli strati umili, gli studenti, le donne, gli intellettuali, per edificare concretamente una società fondata sull'unità-amore, fu l'esempio più tangibile di come si possa andare verso l'omnicrazia con una spinta dal basso. Era questo l'ideale politico di Capitini che contemplava un'organizzazione societaria con un potere diffuso, anche a quelli tradizionalmente esclusi: gli handicappati, i sofferenti, i pazzi, gli storpi, i deboli e, paradossalmente, perfino i morti.

Si incrociano nella sua visione la politica e la religione. Il potere di tutti, chiamato con il termine latino-greco «omnicrazia» è il preludio della realtà liberata dai limiti e che si attua pienamente nella compresenza dei morti e dei viventi, il Valore più alto che si possa perseguire.

La religione pura si apre alla politica ed a sua volta la politica non può essere veramente servizio, se non diviene religiosa.

Questo ripercorrere le vie gandhiane porta Capitini a vedere nella nonviolenza il mezzo e il fine di una umanità nuova. Ma la sua idea di nonviolenza è un'elaborazione originale ed autonoma rispetto ai leaders storici quali il Mahatma Gandhi e Martin Luther King.

Autori

Lacaita Editore