Pagine di storia del Partito Comunista Italiano

Pagine di storia del Partito Comunista Italiano

Tra revisione e revisionismo storiografico

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  • Anno: 2004
  • Autore: Michele Pistillo
  • Formato: 14x22
  • ISBN: 9788888546520
  • Pagine: 336


€ 15,00

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"La "politica di Salerno", cioè la politica attuata dal partito comunista, nel marzo 1944, non è vero che fosse essenzialmente proposta di un compromesso per superare la questione istituzionale, che in quel momento faceva ostacolo alla unità di tutte le forze nazionali e alla costituzione di un efficiente governo italiano. Questo fu soltanto uno dei problemi posti e risolti, ma la soluzione proposta non fu per noi una novità, perché fin dall'inizio della guerra, nel 1940, i comunisti avevano teso la mano ai monarchici per una azione comune contro il fascismo. Credo sia per tutti chiaro oggi, del resto, che la posizione presa dai comunisti verso la questione istituzionale, riservandola alla decisione di un plebiscito poiché le circostanze di guerra e i comandi politici alleati non consentivano di risolverla in altro modo, e rivendicando invece la partecipazione delle forze repubblicane a un governo di unità nazionale, fu quella che permise di cacciare il re e conquistare la repubblica. Qualsiasi altra soluzione, isolando le forze repubblicane anziché metterle decisamente a contatto di tutto il popolo e alla testa della nazione, ci avrebbe inevitabilmente portato al trionfo monarchico. I repubblicani storici, che non aderirono alla soluzione proposta dai comunisti, non riuscirono a raccogliere, nel plebiscito del 2 giugno, neanche un milione di voti, di fronte a quasi nove milioni portati alla causa repubblicana dai comunisti e dai socialisti. 

Il vero contenuto della "politica di Salerno" fu un altro. Fu l'affermazione di una nuova unità nazionale, nella quale la classe operaia e i suoi partiti, entrando in contatto e stabilendo una collaborazione con tutte le forze democratiche, assumevano parte di protagonisti. Di qui la imprescindibile unità nella azione di questi partiti e tutta la loro politica di invito alla collaborazione, rivolto a tutte le forze che esprimessero un movimento democratico. Di qui il loro programma di rinnovamento, che tende a risolvere sia i problemi della ricostruzione immediata sia quelli di più ampio respiro, riformando le strutture della società e quindi rendendo impossibili la stagnazione conservatrice, nuove avventure reazionarie e nuove rovine. Di qui la prospettiva che l'attuazione di questo programma costituisca un progressivo avvicinamento a una società socialista, il quale si compia non facendo ricorso all'impegno della violenza e alla insurrezione, ma attraverso una lotta delle masse lavoratrici che si sviluppi e trionfi sul terreno democratico". 

P. Togliatti, "Il Partito Comunista Italiano"

Autori

Lacaita Editore