Il sublime e la forma

Il sublime e la forma
  • Anno: 1991
  • Autore: Marco de Paoli
  • Formato: 17x24
  • Pagine: 236, rilegato


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Una prima domanda che ci si pone è circa il senso di interrogarsi, oggi, sui Greci. Da sempre, si sublimano i Greci: come se non sopportassimo alcune verità crudeli da essi ricordate - o come se, tali verità crudeli, potessimo affermare solo nel disincanto scettico che, di quelle affermazioni, smarrisca il pathos e la grandezza, nella terra della sera. Talora, la sublimazione può essere di grande valore, come nel mito greco di Schiller: ma sublimazione resta, perché Schiller grande assertore dell'anima bella e dell'educazione estetica - non si soffermava (al contrario di Goethe) sul lato oscuro che pure scorgeva, per la refrattarietà di una nobile anima, e quindi nemmeno poteva tale lato oscuro pienamente vedere nei suoi amati Greci. Questo lato, questo lato oscuro, è stato colto (è ben noto) da Nietzsche: «Oh, questi Greci! Loro sì, sapevano vivere! » - scriveva il filosofo di Röcken. Ma, anche dopo Nietzsche, ancora e sempre ci si ostina a sublimare i Greci. Oggi la rimozione della profondità della visione greca avviene in altro modo: vale a dire attraverso un'apparecchiatura storico-filologica che, dei Greci, garantisca di non voler più mitizzare nulla ma che intanto invece ne occulta l'essenziale.

Autori

Lacaita Editore